All’ombra dell’antica rocca del Castello, che domina dolci declivi collinari, si adagia Aquara. Ubicata a circa 500 mt sul livello del mare, deve il suo nome alla forte presenza di sorgenti sul territorio. Il territorio di Aquara è irrigato, a sud, dal fiume Calore, ma, nella zona, scorrono, inoltre, molti torrenti tra cui primeggiavano, un tempo, quello della Pietra ed il torrente Fierro. Le verdi pianure ed i dolci declivi, un suolo fertile e rigoglioso, il sapore dei frutti che una secolare tradizione agricola ha saputo sublimare, il clima mite e salutare, sono gli elementi fondamentali della natura della zona. L’aria di Aquara è molto salubre e fra le più pure: perciò, spesso, veniva prescritta o consigliata ai bambini dagli illustri Maestri della Scuola Medica Salernitana e dai valenti medici napoletani. aquara
Colpisce l’incomparabile patrimonio archeologico ed artistico, eredità di uno stratificarsi di antiche civiltà, luoghi della memoria densi di saggezza, di credenze e di proverbi, testimonianze viventi di una straordinaria realtà. Da visitare la Chiesa di San Nicola di Bari. A tre navate, conserva la statua del Santo custodita in una nicchia absidale stuccata da Nicolas Capozzoli nel 1746. Sul lato est della chiesa si eleva il campanile al di sopra di un arco tardo-normanno. Presso il sagrato si apre un ampio Belvedere.
Un appuntamento da non perdere è la festività del Santo Patrono Lucido (28 luglio).

STORIA


Aquara è un borgo antichissimo, fondato dai Greci, ma fu assoggettata anche alla dominazione di Etruschi, Lucani, Sanniti e Romani. Nei tempi antichi Aquara era fortificata: era cinta da una rocca, da mura e torri. Secondo la leggenda sotto la roccia sorgeva lo steccato e poco distante la giostra dove, specialmente al tempo dei re aragonesi, i soldati e i giovani, con armi corte, si esercitavano a combattere. Dopo le invasioni barbariche Aquara passò all’obbedienza dei Goti, poi ai Bizantini, ai Longobardi, ai Saraceni e, infine, passò sotto il dominio normanno. Il feudo appartenne alla famiglia Mastrogiudice di Sorrento, ai Cioffi di Salerno, agli Angioini ed ai Sanseverino, su concessione degli Aragona; successivamente la baronia passò ai Piatto ed agli Spinelli.

FOLKLORE E MANIFESTAZIONI


• Festività del Santo Patrono Lucido (28 luglio)
• Festività di San Rocco (agosto)
• Festività della Madonna del Piano

MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI


• Castello, al cui interno si possono ammirare due belle fontane in pietra e splendide decorazioni dipinte sotto la volta dell’ingresso
• Fontane Mercantella e San Lucido
• Palazzo Serrelli con annessa Cappella privata di Santa Maria delle Grazie
• Chiesa di San Nicola di Bari. A tre navate, conserva la statua del Santo custodita in una nicchia absidale stuccata da Nicolas Capozzoli nel 1746. Sul lato est della chiesa si eleva il campanile al di sopra di un arco tardo-normanno. Presso il sagrato si apre un ampio Belvedere
• Convento e Chiesa dell’Annunziata del XIV sec.
• Chiesa di Santa Maria del Carmelo, che conserva statue lignee ed in cartapesta e due dipinti settecenteschi: la Crocifissione e la Vergine delle Grazie con San Francesco di Paola
• Cappella di San Rocco, edificata nel XVII sec, edificata nel periodo della peste del 1656, essendo il patrono degli appestati
• Palazzo Ducale del XII sec. All’interno vi è un meraviglioso chiostro con un portico nella cui volta vi sono degli affreschi di pregiato valore artistico. Al piano superiore è da ammirare una fontana monumentale a ventaglio di pietra locale
• Chiesa di Santa Maria del Piano, eretta per volontà di San Lucido, patrono dee paese, tra il 1020 ed il 1030. Al soffitto vi è il dipinto del Bargellini, raffigurante la Gloria di San Lucido
• Ruderi dell’Abbazia Benedettina di San Pietro, presso i quali vi sono anche i resti dell’impianto di una villa rustica di età romana risalente alla fine del I sec. a.C.
• Località Mainardi, presso il ghiaieto del fiume Calore con area attrezzata
• Mulino ad acqua a Pantano
• Pineta Jannace, presso la chiesetta della Madonna del Cantiere
• Località Macchie, ricca di pini marittimi

Testi: Stefania Maffeo