Paese medievale dalla caratteristica formazione a grappolo, che digrada dolcemente verso la sottostante valle del Calore. Il territorio è una meta molto frequentata dagli escursionisti e dai trekker di tutt’Italia in quanto offre paesaggi incantevoli. Ad esempio le sorgenti del fiume Fasanella, che nasce in un luogo molto suggestivo detto “Caverna dell’Auso o Abisso”. Le montagne sono ricche di boschi attualmente interessati da una grande opera di rimboschimento. Sono tante le specie vegetali che ivi è possibile trovare: tra le altre, ricordiamo il faggio, l’ontano, il leccio, il castagno, il pino nero, l'’abete e, presso la Tempa del Prato, il pino d’Aleppo e marittimo.
Centro religioso di grande importanza, Ottati conserva testimonianze storiche, architettoniche ed artistiche particolarmente rilevanti, come gli insediamenti del Monte Civita, interessante sito archeologico, ove sono localizzati i resti di un insediamento rurale databile intorno all’anno 1000.
Da non perdere la festività del Santo Patrono Biagio il 3 febbraio: la scelta come protettore del paese trae origine dalla decimazione della popolazione di Fasanella a causa della peste e, successivamente, a causa del terribile male che la gente del posto chiamava “mal di gola” (difterite).

 

STORIA


Le origini del toponimo si fanno risalire alla “decisione” (dal termine lat. optatus, cioè desiderato) di alcuni pastori di Fasanella, che avrebbero scelto questo luogo “riparato dai venti”, come sede del loro insediamento. Secondo altre ipotesi, il termine deriverebbe dall’abbondanza di fichi, chiamati “ottati”, dalla venerazione di Sant’Ottato, vescovo di Milevi, un tempo molto venerato in questa zona.
Feudo di Capace Celsota e di molte altre famiglie nobili, venne ridotto in macerie da Federico II di Svevia nel sec. XIII, ma prontamente ricostruito. Era assolutamente vietato tagliare gli alberi di elci, pena la “scomunica imposta contro l’incisori”, essendo questi “di riparo a’ sassi, che brontolando dal Monte, offendere potrebbero l’edifizi”. Lungo la rupe che protegge il paese si notano ancora oggi, scavati nella roccia, i rifugi dei monaci basiliani.
Si ebbe un duro scontro innescatasi tra Ottati e Sant’Angelo, l’altro Casale di Fasanella, per il possesso della “Fasana”, ovvero dell’insegna raffigurante il fagiano, che entrambi rivendicavano come propria. Dopo anni di lotta, si giunse, nel corso del Cinquecento, ad un compromesso che parve accettabile ad entrambi i paesi. Fu stabilito che le due insegne recassero, da una parte l’immagine del fagiano e dall’altra quella dell’arcangelo Michele, rispettivamente a sinistra ed a destra dello scudo.
Nel 1700 il borgo appartenne alla potente famiglia dei Caraguso-Maricenda.

FOLKLORE E MANIFESTAZIONI


• Arte ad Ottati: il paese si trasforma in un’originalissima galleria d’arte permanente all’aperto. Decine di artisti provenienti da tutta Italia realizzano un centinaio di murales che arricchiscono e colorano il suo centro storico fornendo ai visitatori ed agli appassionati d’arte un motivo in più per visitarlo
• Festività del Santo Patrono Biagio: la scelta come protettore del paese trae origine dalla decimazione della popolazione di Fasanella a causa della peste e, successivamente, a causa del terribile male che la gente del posto chiamava “mal di gola” (difterite) (3 febbraio)
• Sagra fico dottato (settembre)

 

MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI


• Monte Civita, interessante sito archeologico, ove sono localizzati i resti di un insediamento rurale databile intorno all’anno 1000
• Santuario della Madonna del Cardoneto con statua della Madonna risalente al XV sec.
• Chiesa del Santo Patrono Biagio, con portale in pietra con l’Eterno Benedicente. La chiesa, divisa in tre navate, presenta una volta riccamente affrescata. Splendidi due dipinti su tavola (ora depositati presso la Soprintendenza): il Sangue Redentore (1590) di ignoto pittore fiammingo e la Circoncisione. Pregevole la scultura in argento fuso e sbalzato del Santo del 1750
• Chiesa dell’Annunziata (con portale in pietra del 1618, con scolpite le figure della Vergine Annunziata e dell’Angelo Annunciatore nelle volute superiori) con annesso Convento dei Domenicani. Al lato opposto del magnifico chiostro rinascimentale è sistemato il Teatrino Comunale
• Convento dei Cappuccini
• Chiesa della Vergine delle Grazie risalente al ‘500
• Vuccolo della Carità, da dove si può ammirare la parte bassa del Bosco di Ottati, con lo sfondo del Monte Civita
• Rifugio Panormo
• Fontana del Lauro fuso e vetta dell’Alburno (1742 mt)

 

testi: Stefania Maffeo