La vasta distesa pianeggiante di Serre è compresa tra le acque del Sele e del Calore. Il territorio è molto ampio ed abbraccia molte frazioni, tra cui la nota persano (da persius, padrone: all’epoca dei Romani ve ne erano molti di numerosi latifondi nella Piana del Sele).
Nel territorio comunale rientra l’Oasi Wwf Serre-Persano, istituita nel 1981 per la salvaguardia dell’ambiente naturale locale. Si estende per circa 110 ettari e convivono nell’are protetta numerose specie di animali a rischio di estinzione, come la lontra, mustelide dalla pelliccia folta e bruna, che frequenta il bosco idrofilo e gli ampi canneti sulle sponde dei fiumi, nutrendosi principalmente di trote ed uccelli. Tra i mammiferi vengono segnalati volpi, faine, donnole e moscardini, mentre le acque del fiume ospitano cavedani, tinche, anguille, carpe e la rara alborella appenninica. Vi sono numerose specie di uccelli, tra cui germani reali, alzavole e fischioni d’inverno; garzette, aironi rossi e nitticore in estate; uccelli limicoli in primavera. Intatto è il bosco ripariale di salici, pioppi ed ontani, rallegrati in primavera da narcisi, ciclamini, gigli d’acqua, ranuncoli e rose campestri.
Da vedere il Santuario della Madonna dell’Ulivo, edificato tra il X e l’XI sec. L’interno si presenta ad unica navata, con ampio transetto e due cappelle laterali. Sul tronetti dell’altare maggiore si conserva una scultura in legno risalente alla fine del XIII sec., la Madonna dell’Ulivo, che regge il Bambino in posizione eretta sulle ginocchia, recando un ramoscello d’ulivo nella mano destra.
Da non perdere il Festival Alburni Jazz, con contaminazioni blues in agosto.

 

STORIA


Esistono due attendibili versioni circa l’origine del toponimo Serre. Una sostiene che esso abbia origine dal latino “sera” (spranga, sbarra per chiudere la porta), riferendosi alle colline che circondano il paese e che chiudono valli e pianure. Un’altra, invece, considera che il nome possa derivare dal nome degli strumenti (appunto le serre, costituite da due grossi manici congiunti da una grossa lama dentata.) con cui i boscaioli disboscarono il colle per farvi nascere le loro abitazioni, prime dimore del centro abitato del paese, che, per questo motivo è conosciuto anche come “il paese delle serre”.
La baronia di Postiglione, che comprendeva Serre, ebbe numerosi feudatari, tra cui i Sanseverino, che terminarono con Roberto Ambrosio Sanseverino, che morì nel 1532 ed a lui successe la figlia Maddalena, la quale sposò Giulio de Rossi. Terminò in questo modo la stirpe dei feudatari della Casa Sanseverino, dando inizio a quella della famiglia de Rossi che furono, prima conti di Caiazza e, successivamente, duchi di Serre. Il 10 marzo del 1758 fu stipulato uno strumento di permuta, con il quale Giuseppe de Rossi cedeva al Re, Serre e Persano, ottenendo, in cambio Casaldiprincipe. Finì così, il regime feudale nella Terra delle Serre, che passò alle dipendenze del Re, cinquanta anni prima della legge eversiva della feudalità, nel 1806.

FOLKLORE E MANIFESTAZIONI


• Festività dell’Assunta (14 agosto)
• Festività di San Martino (11 novembre)
• Festività di Santa Lucia (13 dicembre)
• Festività di Santa Rita (22 maggio)
• Festività della Madonna dell’Ulivo (Ferragosto)
• Sagra dell’Ulivo
• Alburni Jazz, con contaminazioni blues (agosto)

MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI


• Santuario della Madonna dell’Ulivo, edificato tra il X e l’XI sec. L’interno si presenta ad unica navata, con ampio transetto e due cappelle laterali. Sul tronetti dell’altare maggiore si conserva una scultura in legno risalente alla fine del XIII sec., la Madonna dell’Ulivo, che regge il Bambino in posizione eretta sulle ginocchia, recando un ramoscello d’ulivo nella mano destra
• Palazzo Ducale, composto da due ali di fabbricato che, unite a due muri di cinta, delimitano lo spazio del vasto cortile interno, nel quale si può ammirare un settecentesco pozzo in pietra dura, poggiato su due scalini ed arricchito da due colonne
• Chiesa di San Martino, che conserva uno splendido tabernacolo e la scultura lignea settecentesca del Santo
• Real Sito di Caccia, fatto costruire da Carlo III di Borbone tra il 1752 ed il 1754 con cortile interno illeggiadrito da quattro torrette angolari e bel portale d’ingresso
• Centrale eolica e fotovoltaici
• Museo dell’Arte Contadina
•Oasi Wwf Serre-Persano, istituita nel 1981 per la salvaguardia dell’ambiente naturale locale. Si estende per circa 110 ettari e convivono nell’are protetta numerose specie di animali a rischio di estinzione, come la lontra, mustelide dalla pelliccia folta e bruna, che frequenta il bosco idrofilo e gli ampi canneti sulle sponde dei fiumi, nutrendosi principalmente di trote ed uccelli. Tra i mammiferi vengono segnalati volpi, faine, donnole e moscardini, mentre le acque del fiume ospitano cavedani, tinche, anguille, carpe e la rara alborella appenninica. Vi sono numerose specie di uccelli, tra cui germani reali, alzavole e fischioni d’inverno; garzette, aironi rossi e nitticore in estate; uccelli limicoli in primavera. Intatto è il bosco ripariale di salici, pioppi ed ontani, rallegrati in primavera da narcisi, ciclamini, gigli d’acqua, ranuncoli e rose campestri

• Bosco di Persano è stata riserva di caccia di Carlo III di Borbone nel ‘700 e fu centro di allevamento di una razza di cavalli da sella particolarmente atti alla caccia, attualmente in via di estinzione, la “Real Razza di Persano”

ECONOMIA


Prevalentemente basata sull’agricoltura e sulla produzione di olio.
Notevole è il rilancio del settore turistico legato alla presenza dell’Oasi Wwf di Persano, che si estende per circa 110 ettari. In essa convivono numerose specie di animali a rischio di estinzione, come la lontra, mustelide dalla pelliccia folta e bruna, che frequenta il bosco idrofilo e gli ampi canneti sulle sponde dei fiumi, nutrendosi principalmente di trote ed uccelli. Tra i mammiferi vengono segnalati volpi, faine, donnole e moscardini, mentre le acque del fiume ospitano cavedani, tinche, anguille, carpe e la rara alborella appenninica. Vi sono numerose specie di uccelli, tra cui germani reali, alzavole e fischioni d’inverno; garzette, aironi rossi e nitticore in estate; uccelli limicoli in primavera. Intatto è il bosco ripariale di salici, pioppi ed ontani, rallegrati in primavera da narcisi, ciclamini, gigli d’acqua, ranuncoli e rose campestri.

 

Stefania Maffeo